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Rassegna Stampa

Style Academy (K-Way Italy)

Borsa Le Vrai 3.0 Emilien Graphic di tesstuto ripstop tartan, K-Way (85 €).

K-Way e la partnership con Engineered Garments (K-Way Italy)

Due grandi brand, con il comune denominatore della creatività, si uniscono nuovamente per creare una capsule speciale. Per dare vita a capi contemporanei che combinano design e versatilità. Dopo il successo della scorsa stagione, anche quest'anno K-Way annuncia un progetto con Engineered Garments, l'azienda newyorkese di Daiki Suzuki, designer americano di origini giapponesi. L'approccio innovativo di Engineered Garments nella ricerca dei tessuti continua e si amplifica per la collezione autunno-inverno: Daiki si è concentrato su due dei pilastri K-Way, come la resistenza alla pioggia e l'estetica lifestyle, e ha scelto di lavorare con alcuni dei modelli più rappresentativi nella protezione dagli imprevisti climatici, dal parka al bomber classico. Il risultato è una combinazione dell'iconico nylon K-Way con grafiche e linee minimaliste.

Due collab per l'inverno: Sebago con Engineered Garments & RetroSuperFuture x K-Way (K-Way Italy)

Dedicata agli amanti dello stile urban e sportivo. Le scarpe Sebago e gli occhiali RSF incontrano il magic touch di EG e K-Way

 

Con l'autunno fioccano le collabo. Si riconfermano alleanze estetiche vincenti testate nella stagione precedente, si creano sinergie tra brand per customizzare accesssori e farli diventare sintesi di nuovi linguaggi. Nell'ambito delle scarpe uomo dell'inverno 2021 ci sono i drop programmati da Sebago insieme al brand giapponese Engineered Garments in cui i modelli classici del repertorio, e no, le Koala Sebago non sono tra questi, arrivano in tre versioni materiali con finisssaggi e dettagli lucidi/opachi davvero interessanti. Il richiamo alla New Wave anni 80 è immediato. Contemporaneamente un'altro brand del gruppo torinese BasicNet, la società proprietaria tra gli altri brand anche di Kappa, Superga, Briko e Sabelt, riguarda la brand extension di K-Way. Insieme a Retrosuperfuture, il marchio di occhiali da sole di Daniel Beckerman, è nato il nuovo occhiale pronto a creare un ponte tra due ambiti, quello sportivo con quello urbano.

 

Retrosuperfuture x K-Way, gli occhiali da sole sporty e urban

La nuova collaborazione tra K-Way e Retrosuperfuture vede sul tavolo creativo la re-interpretazione di un modello speciale del marchio di occhiali da sole di Daniel Beckerman, il Racer. Dopo le collab con Marcelo Burlon County of Milan, Woolrich e Havana Club, ecco che arriva con K-Way quella sintesi perfetta tra le forme sport-inspired senza tempo e la performance tech dei materiali. Gli occhiali da sole Racer di RSF x K-Way si caratterizzano per il frontale dritto con ponte molto curvo e lenti ampie arrotondate: proposto in acetato bio blu elettrico con lenti a specchio tono su tono, diventano immediatamente l'accessorio pop-up in grado di coniugare alla perfezione due mondi sino ad ora troppo distinti. La montatura è realizzata in acetato Biocell, un materiale innovativo biodegradabile oltre il 90%. Completano il modello le lenti semi piatte blu Carl Zeiss a cui si aggiunge il trattamento a specchio Flash Electric di Zeiss con ulteriori proprietà nella riflessione della luce.

LA POLITICA - I "Vip" non svelano il segreto della cabina

IL CASO - Solo il segretario della Fiom, Airaudo, spezza una lancia per Lo Russo ma non voterà all'ombra della Mole

Hanno poca fiducia nella possibilità che il primo turno, almeno sul fronte dell'astensionismo, non si replichi anche al ballottaggio. Ma, almeno nella possibilità che il prossimo sindaco possa realizzare qualcuno delle proprie idee, qualcuno ci crede.

Due settimane fa Torino CronacaQui era andata a caccia delle opinioni più autorevoli e dei consigli, anche più bizzarri, per il futuro primo cittadino. E tra chi aveva scelto di risponderci, solo Giorgio Airaudo, oggi, rompe gli indugi e ammette senza fatica che voterà per Stefano Lo Russo. «Non credo ci sia tanto da pensare e se votassi a Torino voterei Lo Russo - spiega il segretario dei metalmeccanici Cgil in Piemonte -. Però mi sembra evidente che il tema della manifattura non voglia essere affrontato, così come Stellantis». Con garbo replica, ma non fa nomi e rispetta il segreto della cabina anche la presidente del Museo Egizio. «Non mi sbilancio ma voglio dare un suggerimento al prossimo sindaco - chiosa Evelina Christillin -. Sono fiduciosa del fatto che mostrerà attenzione alle piccole necessità di tutti i cittadini. Dalle anagrafi alle buche sui marciapiedi e in strada, priorità per dimostrare attenzione nei confronti di chi vive a Torino e allo stesso tempo per mostrarsi civili agli occhi del mondo».

Per l'artista del cioccolato, Guido Gobino, Stefano Lo Russo e Paolo Damilano «sono due candidati giusti per giocarsela, spero siano svincolati dalle correnti politiche di Roma, città di ideologie ma poco concreta, qui a Torino c'è da fare». Citando forse involontariamente uno degli slogan della campagna elettorale, il "patron" del gianduiotto non si scioglie ma nemmeno l'imprenditore, Marco Boglione, che però lascia ben intendere.
Entrambi, comunque, tengono a evidenziare l'importanza del voto. «Ho rimandato un viaggio per andare a votare al ballottaggio, spero che mi imitino in tanti» commenta il fondatore e presidente di BasicNet, per cui il primo problema da risolvere è quello dell'astensione. Il patron di Robe di Kappa, K-Way e Superga, ha già le idee chiare sul nome da indicare. «Le due posizioni sono sostenibili ma diverse, uno rappresenta la continuazione del passato, l'altro è l'innovazione, una cosa nuova. È necessario rimettere in moto la macchina e renderla "bellissima". A Torino ci sono tanti problemi da risolvere, come lo spopolamento della città, quindi è assolutamente necessario che Torino diventi più accogliente, più attraente soprattutto per i giovani, come lo è stata in passato».

Per Livio Berruti, leggenda olimpica dell'atletica, il futuro sindaco dovrà saper ascoltare i cittadini. «In tal senso - spiega - mi sembrano degli ottimi candidati, li trovo entrambi validi con le loro diversità. Se dovessi fare un paragone calcistico direi che Lo Russo è il Toro e Damilano la Juve». Anche il direttore della Caritas Pierluigi Dovis non pronuncia una preferenza ma auspica che «ci sia una volontà chiara di creare una comunità dialogante. Anche se non esprimo preferenze sulla persona voglio dire che sarò felice per ciò che preferiranno i cittadini perché credo sia l'elemento fondamentale di ogni governo».

Poche speranze, invece, affida lo storico Pier Franco Quaglieni. «Certo - evidenzia - andrà meglio che negli ultimi cinque anni. Ma sono allibito per il fatto che la cultura non abbia avuto alcuno spazio, alcuna rilevanza in questa campagna elettorale. Nemmeno tra il primo e il secondo turno».